Per comprendere le dinamiche attuali del mercato del lavoro, AxL ha condotto un’indagine somministrando un questionario alle persone che hanno inviato la propria candidatura nel periodo dal 7 al 27 gennaio 2025. In totale hanno risposto 2504 persone, di cui il 59% donne.
In particolare la fascia d’età delle donne è così composta:
18-24 → 13%
25-34 → 28%
35-44% → 21%
45-54 → 27%
55+ → 11%
Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio nazionale, l’area geografica di residenza presenta una corrispondenza con la presenza di filiali AxL sul territorio.
Nord-Ovest → 53%
Nord-Est → 27%
Centro → 11%
Sud + Isole → 9%
Il 50% delle rispondenti è in possesso del diploma di scuola superiore, il 23% di una laurea (triennale 10%, magistrale o più il 13%), l’11% di un attestato professionale (triennale o quadriennale) e il 16% ha completato la scuola dell’obbligo.
Tra coloro che hanno già un lavoro (il 36% delle donne che ha inviato la propria candidatura) il 39% è impiegata (vs. 19% degli uomini), il 23% impiegata con responsabilità (vs. 24%), il 28% operaia (vs. 44%), il 9% libera professionista (vs. 10%) e l’1% dirigente (vs. il 3% di uomini).
Molto diverso, tra uomini e donne, anche il monte ore settimanale.
La differenza tra chi lavora tra le 30 e 40 ore settimanali è significativa (46% donne vs. 38% uomini); nel caso del part-time il divario è ancora più importante: il 29% delle donne lavora meno di 30 ore settimanali contro il 10% degli uomini.
Il 24% delle donne lavora tra le 40 e le 50 ore settimanali (uomini 44%) e l’1% delle donne oltre le 50 ore (contro l’8% degli uomini).
In generale la ricerca di lavoro mira a un miglioramento: il 68% delle donne è alla ricerca di un lavoro a tempo pieno, in particolare nell’ambito dei servizi/commerciale/marketing (57%), seguito dal settore della produzione/manifattura (28%).
La distanza tra abitazione e luogo di lavoro è un fattore discriminante tra uomini e donne: le donne tendenzialmente preferiscono stare entro i 30 km (38% entro i 10 km di distanza, il 44% entro i 30; mentre per gli uomini è importante stare entro i 10 km nel 25% dei casi ed entro i 30 nel 37%).
Significativa la differenza se si parla di spostarsi ovunque in Italia o all’Estero: l’11% delle donne è disposta ad affrontare uno di questi spostamenti, mentre nel caso degli uomini la percentuale sale al 24%.
Di fronte alle grandi tematiche sociali e ambientali di questo periodo donne e uomini hanno atteggiamenti leggermente diversi.
In tema di sostenibilità, in tutte e tre le sue componenti (Ambiente, Governance e Sociale), per il 64% delle donne è molto importante che l’organizzazione per cui lavorano attui una politica di sostenibilità, mentre per gli uomini la percentuale si riduce al 58%. Sommando le voci “molto importante” e “abbastanza importante” il divario si riduce leggermente: 96% per le donne, 90% per gli uomini.
Anche in tema di Diversity & Inclusion le differenze sono significative: per il 96% delle intervistate è molto importante o abbastanza importante che l’organizzazione per cui lavorano sia attenta alle tematiche di inclusione, mentre per gli uomini si parla dell’ 90%.
Tra le motivazioni che fanno sentire soddisfatta una donna del proprio lavoro spiccano il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze (33%) seguita da autonomia e responsabilità (25%). Le due voci per gli uomini sono invertite in termini di importanza: autonomia e responsabilità sono al primo posto per il 38% degli uomini, seguite da riconoscimento e valorizzazione delle competenze (27%).
Al terzo posto per le donne si trova l’equilibrio tra vita privata e lavoro (19%) seguito da un ambiente lavorativo inclusivo e stimolante (12%) e dalla possibilità di crescita personale (11%). Per gli uomini questi due punti hanno posizioni invertite: al terzo posto la possibilità di crescita personale (11%) e in ultima posizione un ambiente di lavoro inclusivo e stimolante (10%).
L’incidenza del lavoro sulla propria autostima ha pesi diversi per i due gruppi: per la maggior parte delle donne (46%) è abbastanza importante, ma non è l’unico elemento che conta; per il 43% degli uomini è invece una parte fondamentale del proprio benessere. In generale le donne nell’87% dei casi dichiarano che il lavoro rappresenta una parte molto o abbastanza importante del proprio benessere; negli uomini questa percentuale scende all’85%.
Il percorso di carriera è molto importante per le intervistate (tanto che l’86% si dichiara interessata a crescere), ma per il 44% di loro la crescita professionale non deve comportare sacrifici sul piano della vita privata. Diversi i pesi per gli uomini: il 92% si dichiara interessato a crescere professionalmente, mentre solo il 35% dichiara che la crescita non deve andare a discapito della vita privata.
La formazione è uno strumento utilizzato dalla maggior parte delle intervistate (81%) sia attraverso corsi specifici (57%) sia con la modalità dell’autoapprendimento (24%).
Tra le intervistate il 49% ha seguito dei corsi negli ultimi 18 mesi; nel 67% dei casi si è trattato di corsi focalizzati sulle competenze tecniche inerenti alla mansione svolta, nel 19% di percorsi dedicati alla crescita e motivazione personale e nell’9% di percorsi focalizzati sulle soft skills.
Facendo un paragone con gli uomini che hanno seguito corsi, le differenze sono concentrate su soft skills (11% degli uomini) a discapito dei percorsi dedicati alla crescita e motivazione personale (18% gli uomini).
L’ultima domanda sottoposta al panel riguarda i fattori che motiverebbero di più al lavoro, dove i pesi dati alle 4 motivazioni proposte sono diversi tra donne e uomini.
Lo stipendio adeguato rappresenta la prima voce sia per le donne (50%) sia per gli uomini (55%); al secondo posto si trova un ambiente di lavoro positivo (34% donne, 30% uomini)), seguito dalle opportunità di crescita professionale (10% donne, 12% uomini) e dalla flessibilità oraria (6%). Quest’ultima motivazione negli uomini è quasi inesistente (3%).